ORTO BOTANICO DI URBINO
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI "CARLO BO"


ritratto di De Brignoli

Premessa

L’intento di questo piccolo opuscolo è quello di permettere al turista di visitare il giardino attraverso la lettura, di soffermarsi a guardare e nello stesso tempo di ricevere sintetiche notizie sull’origine storico-scientifica dell’Orto botanico, sulle caratteristiche architettoniche dell’edificio, sull’articolazione dei suoi spazi, sulle piante di maggior interesse e su altre curiosità legate all’attività didattica del giardino.


Importanza storico-scientifica

L’Orto botanico di Urbino al pari di tutti gli Orti botanici italiani si inserisce nell’evoluzione del pensiero scientifico e storico della propria città con una presenza oltremodo significativa. Le sue origini ottocentesche lo legano strettamente all’attività universitaria dell’epoca come luogo di studio e di ricerca e per questo ha subito inevitabilmente l’influenza dei diversi metodi di classificazione esistenti nel panorama ottocentesco per la collocazione delle varie specie al suo interno. Si deve tener presente che a quell’epoca le scienze botaniche avevano già raggiunto un forte approfondimento dovuto all’ aumento delle specie conosciute grazie ai viaggi di esplorazione per cui gli orti botanici diventarono luoghi di catalogazione e di coltivazione non solo delle piante di interesse strettamente medicinale, ma per tutte in genere, comprese le esotiche, trasformandoli in centri di indubbia valenza scientifica a tutti i livelli di scuole e al di fuori delle scuole. Oggi gli Orti botanici possono essere considerati luoghi divera e propria utilità pubblicain cui si collezionano varie specie di piante per scopiscientifici, didattici ed educativi. Queste possono essere collocate al loro interno secondo ordinamenti sistematici, biologici ecologici e ge ografici così che gli Orti Botanici possono svolgere un ruolo fondamentale sia come centro di studi strettamente scientifici, sia come centro di divulgazione ed educazione naturalistica qualificata. In questi ultimi anni, grazie agli aiuti finanziari erogati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dalla nostra Università e dalla Provincia di Pesaro-Urbino si sono potute eseguire molte opere di consolidamento e restauro alle strutture murarie del giardino, alle serre, alle aiuole compresa la realizzazione di un Hortus simplicium (2006- 2007).


Notizie storiche

L’Orto botanico di Urbino fu fondato nel 1809 da Giovanni De Brignoli nell’anno in cui l’invasione Napoleonica portò alla chiusura dell’Università e all’istituzione di un Liceo Convitto nel quale furono chiamati ad insegnare molti uomini illustri tra cui Giovanni De Brignoli di Brunnhoff nato a Gradisca nel Friuli. Uomo di notevoli capacità scientifiche e di grande cultura, manifestò subito la sua spiccata personalità creando un Orto botanico quale strumento didattico per l’insegnamento della botanica. La realizzazione di tale opera fu rapida e il comune di Urbino gli riservò uno spazio nel centro storico di proprietà dei frati di S. Francesco. Si trattava infatti del “grande orto” del convento confiscato e divenuto proprietà del comune dopo la caduta del Regno Pontificio. In pochi anni il De Brignoli riuscì ad inserire nel giardino diverse piante in parte prese nel territorio del Montefeltro, in parte fatte arrivare, su richiesta, dagli altri Orti botanici italiani ed esteri. Un aiuto particolare lo ebbe anche dal Conte Scopoli, appassionato di scienze botaniche, allora direttore generale del Regno Italico. Successivamente, dopo i freddi intensi delle annate 1809-10 fece costruire nel 1813 una serra iniziando così una piccola collezione di piante esotiche. Nel 1812 il De Brignoli pubblicò la prima edizione del ”Catalogus plantarum Horti Botanici Urbinatis“ dove vi sono elencate più di 2000 specie di diversa provenienza che egli aveva inserito nell’Orto. Tale documento, di grande importanza scientifica, ci ha permesso di poter datare alcuni esemplari presenti nel giardino. Ristabilitosi il Governo Pontificio, il Liceo Convitto fu chiuso e risorse l’Università. Tali eventi, determinarono l’allontanamento del De Brignoli che trasferitosi in un primo momento a Verona approdò definitivamente all’Università di Modena nel 1817 dove gli fu affidata la cattedra di botanica e la direzione dell’Orto che mantenne per quasi un quarantennio (dal 1817 al 1856). Quando furono restituiti gli ordini religiosi il recupero dell’Orto da parte dei frati ebbe come figura intermediaria quella del Santo Padre, Pio VII, che impose ai religiosi l’obbligo di mantenere la cultura botanica. Benché desiderosi di riprenderlo, i frati, non potendo far fronte alle spese gravose di manutenzione del giardino, stipularono, su suggerimento del gonfaloniere urbinate Raimondo Antaldi, un contratto con il comune. Il 25 maggio 1844 il Convento di San Francesco cedeva in enfiteusi perpetua l’Orto botanico e una piccola casetta all’Università. Questo evento fu molto importate per la città di Urbino in quanto segnò la fine di una lunga diatriba che aveva coinvolto il Convento di S. Francesco e il Comune fin dal 1678 per un passaggio pubblico che costeggiando la chiesa di S. Francesco entrava all’interno del Convento presso la cappella Albani per uscire in via S. Lucia. Tale passaggio, data la presenza di sepolcri, rappresentava per i frati una scomoda servitù aggravata dal comportamento indecoroso e irriverente delle persone che vi transitavano. Tutto ciò aveva finito per esasperare i frati che più volte avevano tentato di chiuderlo senza successo. Quattro anni più tardi, il 18 aprile 1848 fu stipulato un secondo contratto in cui il Convento di S. Francesco cedeva all’Università una seconda casetta sita in via Santa Lucia per realizzare un decoroso ingresso all’Orto. La partenza da Urbino del De Brignoli segnò per l’Orto botanico l’inizio di un lungo periodo difficile per la mancanza di docenti di botanica e la cura del giardino fu affidata prima a cittadini urbinati che per le loro passioni naturalistiche ne seguirono personalmente le sorti, poi a professori universitari del corso di farmacia divenuta facoltà nel 1860. Nel 1827 alla figura di prefetto dell’Orto fu affiancata anche quella diun giardiniere incaricato alla manutenzione quotidiana del giardino. Con l’Istituzione della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali avvenuta nel 1971 l’Orto botanico oggi può contare di una rappresentanza molto più ampia di personale tra tecnici, ricercatori e professori impegnati nella ricerca e nella cura e riqualificazione del giardino.
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